Se gli interni dei veicoli richiedono precisione, durata, uniformità e il rispetto di rigorosi standard di certificazione, la natura segue logiche diverse. I materiali naturali sono per definizione unici e imprevedibili. Ogni tralcio è diverso ed è proprio questo contrasto a rappresentare il cuore del progetto.
Quella che era nata come un’ambizione di design si è rapidamente trasformata in un percorso di collaborazione che ha coinvolto diversi team all’interno di Stellantis. Designer, ingegneri, ricercatori, specialisti degli acquisti, team di prodotto e partner esterni hanno lavorato insieme per trasformare un’idea non convenzionale in una soluzione concreta per il mondo automotive.
Durante tutto il progetto, il team ha sviluppato un ecosistema agile e locale in grado di semplificare la logistica, migliorare il coordinamento industriale e rafforzare il legame tra le risorse del territorio e i fornitori automobilistici.
Il progetto incarna lo spirito imprenditoriale interno di Stellantis, che incoraggia la sperimentazione, il lavoro trasversale tra funzioni e l’esplorazione di soluzioni non convenzionali per ridefinire il futuro della progettazione e dell’esperienza a bordo. Integrare i tralci di vite all’interno di un veicolo ha richiesto ai team di ripensare processi consolidati, mettere in discussione gli approcci tradizionali e creare nuove connessioni tra sostenibilità agricola e mobilità.
Per i team di design e innovazione di Citroën, questo progetto rappresenta un’evoluzione tecnica e un segnale di cambiamento culturale. Mentre i materiali tradizionali degli interni sono generalmente sviluppati per ottenere un aspetto perfettamente uniforme, ogni componente realizzato con fibre di vite conserva sottili variazioni. Queste prendono forma durante il processo di macinazione meccanica, che scompone i tralci della vite in fibre naturali molto fini, chiamate fibre micronizzate.
Oltre la sua identità visiva, questo materiale rappresenta un’ambizione più ampia di Stellantis: ripensare il modo in cui le materie prime vengono selezionate, progettate e vissute, promuovendo un approccio più circolare alla mobilità. Ogni componente è unico; non esistono due elementi esattamente uguali. Le variazioni naturali diventano parte integrante del linguaggio progettuale.
Il risultato è una superficie che trasmette vitalità: organica, materica e unica, capace di contribuire al futuro della mobilità dalla Francia al mondo.